Notturna infrasettimanale sulla costa livornese, un giovedì sera di fine settembre: ci troviamo alle sette e mezza/otto, dopo il lavoro, serata stupenda, tramontone rosso con la Gorgona e Capraia che si mostrano all’orizzonte, uno spicchio di Corsica si intravede dietro Capraia. Mare piatto, ci raduniamo alla spicciolata. Paolo è venuto ad aprire il Circolo per noi, il vecchio Triton, e preparerà qualcosa di buono da mangiare per chi si vorrà trattenere dopo il tuffo; ci vestiamo, io, Mauro e Piero, un amico di Lucca, poi arrivano altri due, Roberto e Michele, dalla provincia di Pisa, in ritardo: è ovvio che uno di loro porterà la boa con il lampeggiante. Proteste e risate. In tre scenderemo con le macchine fotografiche, abbiamo fatto altre notturne di recente e sappiamo che potremo fare ottimi incontri. Ci allontaniamo da riva e pinneggiamo lentamente verso il largo. Le mire sono più incerte di notte, ma qualcosa si vede, luci allineate sopra i tetti, e poi il posto lo conosciamo davvero benino…; quando scendiamo ci accorgiamo che sotto c’è una discreta corrente che ci spinge verso sud, correggiamo pedalando con decisione e rientriamo su un grottino passante che è un nostro riferimento: troviamo subito un calamaro che sfugge di corsa, poi cominciamo a scendere verso il fondo e attendiamo di vedere qualche alicia mirabilis, sappiamo che in quel punto ce ne sono diverse. Così è. Ne incontriamo subito una, poi un’altra e un’altra ancora, belle, piegate dalla corrente con la chioma che fluttua, vere signore della notte. Nel proseguo dell’immersione ne troveremo altre due. Scattiamo le foto, ma c’è troppa corrente e anche una certa sospensione, il vento dal nord, che tira in questi giorni, non pulisce il mare, anche se lo rende calmo sotto costa. Piero, che guida il gruppo, ci chiama e vediamo un grosso grongo in libera che avanza incurante di noi, lo fotografiamo, ma la sospensione non aiuta. Scendiamo lungo la parete e nelle spaccature il corallo è tutto aperto, fiorito, con i polipi protesi nella corrente, qualche antenna di aragosta si affaccia: una ha le antenne “spelate”. Fa freddino, il vento di tramontana ha rinfrescato rispetto alla notturna della settimana scorsa, così non scendiamo al piede della cigliata, ma rimaniamo sui 30 metri. L’atmosfera è magica, i coni delle torce illuminano e creano un ambiente molto suggestivo. Spengo la mia torcia e ammiro la luminescenza. Non vogliamo accumulare troppa deco e saliamo. Qualche seppiolina si mostra, saraghi e tanute rimangono abbagliati, Roberto prende in mano una triglia. Rientriamo piano, piano sul pianoro e puntiamo verso al nostro punto di partenza, incontrando ancora un’alicia, altre seppioline e molto pesce, che si lascia avvicinare abbacinato. Quando usciamo siamo tutti contenti. Un altro gruppo di Lucca esce poco dopo di noi, ci scambiamo commenti. Si sta bene. Mentre riponiamo l’attrezzatura va avanti lo scambio di impressioni. Paolo ha preparato la tavola, tutti si apprestano a mangiare continuando a parlare del tuffo. Io, che sono quello che sta più lontano, non posso fermarmi e riparto, domani il lavoro mi aspetta. Peccato, sarà per un’altra volta. Intanto mi godo, come i miei compagni, la magia e pienezza di una situazione come questa, il ricordo della quale ci accompagnerà a lungo. Un saluto dal vostro Polpetto.
Sornione, solitario, timido, ma molto attento...
domenica 27 febbraio 2011
Notturna di fine Settembre
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